Il Vangelo secondo il ragazzo



Non è facile aggiungere una lettura del Vangelo innovativa. Una lettura agnostica in tal caso che si affianca a tante altre, cristiane, atee, o anche ebraiche ( bellissimo “Fratello Gesù “ di Shalom Ben-Chorin). L’autore ci prova con un risultato apprezzabile. La prospettiva diversa, quella di un adolescente accompagnato dal padre, un adolescente come tanti spettatore incuriosito dalla personalità del predicatore di cui si parla, è la nota riuscita su cui si ricostruisce la predicazione e la passione del Nazareno. Anche il linguaggio, nitido, pittorico, poetico, adatto a rappresentare il mondo antico, è particolarmente riuscito. Molto più difficile, dopo secoli di romanzi dedicati, aggiungere un nuovo significato. La prima parte ricalca la vicenda conosciuta senza guizzi originali, mentre passione e morte del Cristo, i particolari dedotti dai recenti studi storici, narrate con immagini a volte crude e a volte dolcissime, sono una lettura emozionante.

(scusate la sottolineatura, non riesco a eliminarla)

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Raccontamilastoria 2017 presentazione del racconto “Agli occhi del dio sconosciuto”


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Aforisma 22


Il fanatismo e’ una malattia mortale che nasce dall’ intelligenza e si diffonde tra gli stupidi.

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Aforisma 21


L’ascolto di una canzone apre un canale spazio-temporale che ci riporta fisicamente in un mondo che appartiene alla storia, personale o collettiva. Nessuna astronave potra’ mai fare di meglio.

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Il passaggio all’età adulta avviene nel momento in cui ci si rende conto che i maggiori problemi da affrontare vengono da se stessi e non dagli altri.

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“L’amore non citofona” di Fabio Pinna


“L’amore non citofona” di Fabio Pinna.

La raccolta è preceduta da una bella prefazione di Fabrizio Raccis.
Un tentativo di esprimersi su un registro linguistico nuovo (se avrò fatto abbastanza punti/ per ritirare un tuo sorriso/ il tempo ci sarà madre/ il tempo ci sarà paracadute). I versi, spesso frammentari, racchiusi talvolta da una punteggiatura feroce, sono in se stessi piccoli tesori di immagini ( Qui ricordi ancora vivi/ maledetti sulle ruote corrono). Non è altro che il ritmo nel quale viviamo. Il sentimento, la sensazione, non si pongono su un orizzonte “altro”, ma sono espressi e trascinati nella quotidianità grigia e a volte avvilente del comune (Abbandonati i destini sui binari morti).
(Un tacco/ un sapore dolce/ fermassero il dolore del mondo) L’amore, vince provvisoriamente il nemico insidioso dello scetticismo e svolge una funzione salvifica. Un salvagente solo, per rimanere tra gli oggetti quotidiani (di noi dicono/ l’ennesimo errore frontale) di una società che lo svilisce (e coprire con uno scialle di speranza/ queste fottute accelerate esasperate esistenze.)
“Noccioline, rum e di più” rappresenta perfettamente l’equilibrio di semplici materiali d’uso, pulsioni e azioni, e concetti stessi. In questa poesia il linguaggio di Fabio Pinna raggiunge come non mai l’obiettivo di una lingua contemporanea frizzante ( Se questa colla attacca/ sulla fretta/ e siamo noi/ con le mani dammi mani/ sul niente).
Forse l’universo ritorna, come nella visione della prima infanzia, il corpo stesso (ero io la tua casa/ di frementi dita/ scoppi al cuore/ sorrisi profondi fino all’osso/ ora lasciti di profumo leggero… non farlo dentro al mio petto scucito/ perché lì sono di senza arrivi/ e mai partenze).
Il mondo intorno, dove cieli spiagge e sole sono presenze amiche, ha un metro ridotto, le sue immagini si riflettono negli occhi e nei corpi (Come un albero di mele al vento/ un tuo girarti).
Ma di fronte alla meraviglia del sorriso, al tremore della bellezza che tutto giustifica, resta incombente la consapevolezza del fluire inarrestabile delle cose (E noi siamo qui/ a vedere/ insofferenti/ sintetici/ incasellati/ sorrisi al passato remoto/ svernarci addosso) che solo l’amore può, un attimo dopo l‘altro, vincere con la forza della speranza ( ho scelto per te/ il coraggio del sorriso).
In un ambiente fosco, disumanizzato, la vicinanza con l’altro/a è allora un fiore nel deserto ( Ho sentito nascere un fiore/ nel deserto della metropolitana/ il vento della galleria ci rubava le vocali/ da quanto silenzio arrivi).
Nella prima “Del tuo rumore vorrei” (Davvero guardarci/ sgoccioli di adrenalina/ (…) vita ristretta a tre quattro cose/… siamo il troppo rumore/ che è paura di quel silenzio) e nell’ultima, la poesia che dà il titolo alla raccolta (T’incontrerò ad ali spezzate/ briciole di sogni sotto il tavolo/ I perchè andati al diavolo/ Pretenderemo la vita/ Pretenderemo la rivoluzione di fragili sorrisi/ su di noi) si raggiunge nei versi il vertice della tensione che porta non a una apoteosi, ma ancora alla bellezza effimera e delicata del fiore,i fragili sorrisi, unica vera moneta per pagare ogni giorno “l’affitto al tempo”, come dice Fabio Pinna.

ulteriori informazioni su:

http://www.fabiopinna.me/libri-fabio-pinna/amore-non-citofona/

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Ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità


Ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità

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