Cuore di padre di Aldo Dinacci


Aldo Dinacci : Cuore di padre – Ed. Pendragon 2005 , Euro13

Il labirinto kafkiano in cui si vive qui produce vicende terribilmente autentiche nelle quali l’uomo, il padre in tal caso, soggetto apparentemente raro, in realtà presente e forse negli ultimi tempi più diffuso, proprio in virtù della emancipazione femminile, è vittima designata.
In sedici racconti amore filiale, rabbia, impotenza, vengono descritti con stile scarno e realista, ma anche venato di quella poesia che non deriva qui da una ricerca artistica, ma discende dall’impatto ricco di pathos che ha una tragica vita interiore sulla narrazione.
“ La storia di Attilio sembrava corresse sul famoso binario obbligato. E purtroppo non era quello giusto. Non era quello dei forti. Anche se c’è un errore di fondo. Infatti bisogna essere molto più bravi e forti a sopravvivere viaggiando sul binario dei deboli “ ( Sei figli ). Uomini deboli dunque, che pur amando sono privati di tutto , da una compagna, da un magistrato, da un assistente sociale, da una voce maligna.. chi è stato dato per morto, chi indagato come pedofilo per aver abbracciato la figlia, chi contadino accusato di voler allevare figli contadini, chi tradito e abbandonato non può vedere i figli, chi ha dissolto ogni avere con gli avvocati …” l’Italia non è più una buona terra per fare figli “ scrive uno dei protagonisti.
Ma senza voler parteggiare per l’una o l’altra parte, sappiamo come sia complessa la nostra società e come siano variegate le situazioni individuali, rimane questo testo scritto da Aldo Dinacci, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione padri separati nonché drammaturgo, un volume ben scritto e appassionante, che apre una finestra su vicende frequenti e poco note, ma anche su un legame, quello tra padri e figli, poco visitato ai nostri tempi. Dolore allora di padri, ma anche di figli che ne sono privati,: -“ Come loro ho dovuto dissolvere incubi notturni. Come loro ho dovuto spezzare rami resistentissimi. Come loro non ho potuto divorare bocconi dolcissimi. Da una parte si muove una foglia e dall’altra si scurisce un volto. E si incattivisce in mille pieghe. E io fuggo. Fuggo negli altri. “( L’uomo forte )
“ Mi ero ripromesso di fare di tutto per non avere lo stesso destino. Fino all’arrivo del secondo figlio. Che non era mio. Fine della corsa. In realtà siamo tutti più soli. ( Il divorzio ).
Un testo al di fuori delle consuetudini e dei cliché che ci illumina su una delle tante tragedie del nostro tempo.

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