Marlowe, tre romanzi di Frank Spada


Marlowe ti amo. Una storia in sette giorni.
Dimmi chi sei Marlowe. Cinque sensi e un’anima.
Doppio Marlowe. Liscio e senza ghiaccio.
Tre romanzi di Frank Spada.

Tre divertenti romanzi nei quali mi sono perso: vuoi perchè non sono un habitué del noir, vuoi per l’originalità della scrittura e dell’ambiente ( la California del dopoguerra perfettamente ricreata )… ho cercato di trovare un filo conduttore lineare nelle vicende che disegnano personaggi eccentrici, come sono quelli che popolano la vita di un detective, ma credibili, dalla psicologia ben tratteggiata, intrighi di affari, malaffare e politica, invitanti riflessi di avventure erotiche, e soprattutto un mix di sottile ironia, cultura e talora umanità ben dissimulati tra le righe.
Infine ho trovato questa che per me è una chiave nel Jazz, il richiamo continuo a un ritmo che alterna assòli geniali a divagazioni, virtuosismi a periodi soffusi, dove l’atmosfera assume un ruolo dominante. Marlowe, detective inebriato dai superalcolici e che arrampica le deduzioni su ciambelle di fumo, è piacevolmente incorrect, i migliori consigli arrivano dall’altro mondo dove il papà attende le corse dei cavalli, e il vero affetto dalla madre, con i capelli d’argento, che gli prepara il dolce o un polpettone in un piccolo cottage a poche miglia. L’amica del cuore è la Olds, che sgroppa, a radio accesa, saltando gli incroci. Ma non manca una galleria di attori, pezzo forte dei romanzi, ricchi di vissuto e affascinanti, giornalisti e poliziotti, vecchi “lumaconi” del business e californiane o messicane “ad alta concentrazione di femminilità e chincaglieria di prim’ordine”. Forse la tensione che alimenta le vicende delittuose non arriva ai vertici, a parte gli orrendi cadaveri squartati trovati sulle spiagge o con la testa conficcata in un fanale, l’impressione è che l’autore non si compiaccia dell’orrore. È invece un mondo che attrae e fa sognare il lettore, estraniandolo, senza farmaci soporiferi, anzi con sorsate frizzanti di una lingua immaginifica, dal grigiore che purtroppo spesso contraddistingue i nostri giorni.
Riporto alcuni brani del terzo volume “Doppio Marlowe” per chiarire la mia interpretazione e dare un assaggio ai lettori del blog:
Fari spenti e l’automezzo si ferma sul retro della costruzione. Avanzo tra le spine e mi rannicchio sulle suole. Lo smilzo… si staglia nel riquadro di luce che si apre sghembo nella ghiaia – dietro, avanza il campione di biliardo e una testa argentea. L’autista scende dal furgone. Non una parola. Due forzuti e il tossicchiante scaricano delle lunghe casse che si infilano lisciando il vuoto della porta, mentre il quarto uomo, in disparte, osserva quel che fanno illuminato dai capelli. Il flash per ricordare dove l’ho già visto e ritorna l’ombra del cielo a chiudere la scena.” pag 50.
Calo sulla scrivania in sequenza le mie carte moschicide e aspetto il ronzio dei suoi pensieri. “ pag 121.
Un assaggio dei cambi di ritmo:
La Nash va in moto e accende i fari. Le prime insegne ai finestrini per colorare i racconti della notte e avverto l’insicurezza che qualcosa sta cambiando.
Un brivido alla schiena e fisso il finestrino che mi affianca, dove una goccia di pioggia scivola incerta nel labirinto dei rigagnoli: si unisce alla vicina in un filo senza senso, si appesantisce e scorre verso la sua fine
“. ( trovo questa prima parte bellissima ) Forse il tempo sta perturbando il normale fluire delle ore, e avanza, avanza oltrepassandomi all’indietro” ( qui il saxofono si lancia in un virtuosismo spericolato ).
Poi Marlowe si sveglia doppio, come dice il titolo, e qui ancora immagino l’orchestra poliritmica: “Su un vestito e sono pronto… qualcuno si stiracchia in mente: è l’altro, il perturbante che si sveglia solo ora, che vuol spartirsi il peso notturno dei pensieri. Subito e senza dilazioni! Dice prendendosi posto ai miei piedi. ( )Il fruscio del tempo che ritorna e Body And Soul prende a girare: Hermann sugli attenti, davanti alla bandiera, Clayton alla tromba e aspetto. Appare il genitore, in silenzio, commosso dalla musica del disco che ha portato in casa con i ricordi di guerra e che ho conservato con cura – l’origine di entrambi è tutta in lui. Il mio doppio si discosta, alterna i piedi per raddoppiare le battute…( )
Storpio la vista, guardandola di sbieco, ed ecco che un raggio di sole balza su dal cornicione di un palazzo e illumina di striscio la via d’uscita a un occhio solo – l’altro… distratto nel vuoto aperto sul vicolo per lo sconquasso di un bidone che insegue rotolando il miagolio di un gatto.” ( pag 124-6 )
Le fantasie, i particolari, gli incontri imprevisti, illuminati da una luce stroboscopica, sono l’aspetto inimitabile delle avventure del simpatico detective Marlowe. Sono certo che avranno un seguito.

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10 risposte a Marlowe, tre romanzi di Frank Spada

  1. leila mascano ha detto:

    Andrea Masotti è un medico, un poeta, ma soprattutto uno scrittore, che ha scritto una spy story che si chiama Intrigo sulla Moskova, un libro molto interessante, duro e netto, scritto con scrittura agile e pregnante. Dunque il suo giudizio sui Marlowe è un giudizio con cognizione di causa, che non si può che condividere.

  2. anna ha detto:

    Mi è piaciuta molto questa recensione perchè sintetizza i fili principali che si intrecciano nei romanzi di Frank Spada. E, ancora una volta, rileggendo i passi citati, ho la sensazione che qualcosa comunque mi sia sfuggito.

    • Andrea Masotti ha detto:

      Condivido la sensazione che qualcosa comunque sfugga. Ma abbiamo a che fare con un detective.

    • Così- cosà-magnificando. ha detto:

      “Le facoltà mentali che si definiscono analitiche sono di per se stesse poco suscettibili di analisi” – così Edgar Allan Poe.
      Le qualità atletiche di uno specialista sono indiscutibili, dott. Andrea Masotti, sia quando rincorre un detective meteopatico, sia quando lo acchiappa restando a mani vuote.
      Cordialissimi saluti.

  3. Andrea Masotti ha detto:

    Così – cosà: hip hop. Una traccia da seguire… Oppure un codice binario, emesso da un’intelligenza artificiale. E se fosse un’androide?

    • Paolo ha detto:

      Ritengo che la “trilogia” di Marlowe nasconda molte più cose di quante ne riveli e non mi aspetto che l’autore vorrà accondiscendere all’invito fattogli da tempo di glossarla (lo stesso dicasi per i suoi interventi sui vari “Cannocchiali”). A mio parere, più che un androide, ritengo Spada un singolare svitato raziocinante, un “umanoide” interessante per uno studio letterario e psicologico tutto da venire.

  4. loretta fusco ha detto:

    Ho letto la trilogia di Marlowe e mi è piaciuta la sua chiave interpretativa perché contribuisce e aggiunge qualcosa di nuovo al già detto e già sentito in merito ai libri di Spada. Trovo che la sua generosa recensione e i suoi azzeccati riferimenti inquadrino l’autore in un sempre più personalissimo spazio dalla penna inconfondibile.

  5. 00chicca00 ha detto:

    amo Marlowe e credo che Chandler. sia davvero un ottimo scrittore
    io sono cresciuta in California e ancora oggi molte di quelle atmosfere si ritrovano, anche atmosfere musicali
    non ho letto i libri di Spada, ma li leggerò, questa recensione, che ho molto gradito, mi ha stuzzicato l’appetito!
    grazie
    chicca

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