Paradiso terrestre


Paradiso terrestre

Oggi camminando dentro al bosco
ho scoperto due cadaveri nei sacchi
non ero io di persona, ma che importa ?
Nei campi, tra le messi, ho inciampato
su lastre d’amianto, le ho spostate
con le mani più in là nella terra di un altro,
ho visto chiome affiorare dalla sabbia
dei lidi estivi, mani penzolare dai muri
di una villa,corpi neri rotolare
tra la schiuma delle onde a Mazara del Vallo,
conficcate nel ventre sono scatole di tonno
cocci di bottiglia nelle piante dei piedi
matrioske di feti tra le coste
borse di plastica del PAM pendono
dai tigli del giardino.

E una voce mi dice –Scuoti
l’albero dell’ignavia
porta alla bocca il torsolo caduto
e premilo forte, ne uscirà fiele soltanto
sei un Intoccabile
amico dei gabbiani della discarica,
bacia il volto della fanciulla decomposta
stesa nel nero sacco
ti donerà l’amore più che una compressa.
I tuoi piedi finalmente liberi
sanguineranno sulle pagine dei libri
Infine anche a te, privilegiato
mostrerò la sorte degli uomini.

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