Nun si cuntunu i ciri nta l’artari


AA.VV. – Nun si cuntunu i ciri nta l’artari
Non si contano i ceri sugli altari
Scritti e poesie contro la cultura delle mafie

Ed CFR.

“Questo libro è stato realizzato su iniziativa dell’Associazione Don Milani di Gioiosa Jonica. L’associazione nasce nel 1995 da alcuni giovani volontari che scelgono di prendersi cura dei bambini vittime dell’emarginazione e del disagio sociale, togliendoli “dalla strada” e dai rischi che essa comporta. Una stanza presa in affitto dà il benvenuto ai primi 7 bambini che ogni pomeriggio vengono accolti per studiare, giocare, conoscersi e imparare a vivere, secondo il metodo ispirato dal priore di Barbiana.
L’esperienza ha successo, tanto che il numero dei minori che frequentano le attività dell’associazione raddoppia fino ad arrivare agli attuali 40 minori. Il numero totale degli “interventi” sui minori effettuati in oltre quindici anni di attività è stato finora di circa 500.

La figura di don Lorenzo Milani è senza dubbio quella di uno fra gli intellettuali più scomodi e insieme isolati della seconda metà del secolo scorso. (…) La sua morale è ovviamente quella cattolica o meglio, quella evangelica, presentata con la vena asciutta e provocatoria del suo carattere. Ma è anche una morale segnata da un amore smisurato per i poveri, un amore che gli segna il corpo con la fatica e la privazione e gli segna lo spirito da una volontà combattiva e intransigente perché ai poveri sia resa giustizia e non la imbarazzante compassione caritativa della cultura cattolica.

Da Nota e Introduzione di Gianmario Lucini.

Partecipo con la poesia “Per un metro o due al prezzo di un uomo”. Tra i partecipanti, oltre a Gianmario Lucini e Bruno Salvatore Lucisano, dai cui versi è tratto il titolo, l’autore umorista Mario Trapletti con il sonetto “Il Riinaldo irresponsabile”.

PER UN METRO O DUE AL PREZZO DI UN UOMO

Cicloturista, ti amo
inzaccherato di polvere e sudore
guardi lontano, attraversi e caracolli
strade assolate,
nembi ti accarezzano
schizzato dalle pozze
leghi le stringhe ai piedi
talvolta cadi
e in curva il SUV ti piomba addosso.

Ho visto il corpo di un ragazzo.
Io – spiaccicato su un muro di rabbia –
lui invece là, rimosso
candido il suo cuore scherzoso,
uno qualsiasi, mio figlio forse
portava le pizze a domicilio
bocconi rossi rotolavano
al ritmo del respiro
feti generati dal male
la bocca lacerata da una luce assurda,
eppure da quel gemito
sospiro universale
sono nati i fiori dell’asfalto
il cui profumo consacra nuove terre.
L’assassino, eccolo, sfumacchia
risalta la stessa ingenuità
– Cos’hai da guardarmi? – pare dire.
Pende la Marlboro da un angolo
delle labbra irridenti
attende perché presto
tutto si dimentica dei morti.
Per un metro, inutile metro
o due al prezzo di uno
l’alito di vodka sullo specchio
basta un secondo in meno, divorato
con la spocchia di un’armatura di ferro
spingi un bottone
sghignazzi col piede sul pedale
spari questo missile piatto
poi tutto torna calmo
spettrale come l’oceano che
refluisce dalla notte,
si addormenta su abissi della mente.

…( continua )

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Una risposta a Nun si cuntunu i ciri nta l’artari

  1. 00chicca00 ha detto:

    un saluto e un arrivederci a dopo il 26, che la vita ti sia propizia sempre!!
    chicca

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