Bar Assoluto.


Bar Assoluto

Domenica mattino – Mi acconsenta
bere il caffè di rito –
la barman scalpitante di rock-shock
aggredisce il banco con le anche
– Non si fuma qui dentro da domani
governo di cani – insinua
salute soldi, ovvio, sì mi importa. –
– Anche quel calciatore mezzobusto –
aggiunge dietro occhiale nero e una bandana
di lana un piccoletto
e astuto sputa dall’uscio mezzo aperto,
– ho scoperto il tuo occhio lacrimante
allegro-filmante Legrottaglie
barman canaglia – e ride.
Ma entra una barbona
sfatta Maddalena guanti neri bucati,
gonna annodata giallofrittata
– Ho appena amato un cruciverba
e ho scambiato amicizia sul giornale
vengo dal viale
il cuore ho verde d’erba
il cuore di cinghiale.-
Bar Assoluto, una parola
cerca conferme uno sguardo
un piegarsi della bocca, il vecchio gira
volto sfuggente per non ridere.
Brusio è dio sul piedistallo
tra colonne e spigoli lontano
sfumano vetrate
oblique torri spente
finestre incasellate, linee sghembe,
l’uomo che grida
gioca la sorte ai dadi sulle righe.

Si aprirà il tetto sul giardino,
forza vita mattino che ritorna.

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