Notte di lavavetri


Notte di lavavetri

Notte disperata
notte di lavavetri
tra sublimi monadi
poeti declamano poeti
pittori contemplano pittori
e i buttafuori
parlano dei loro amori
come lavori.
Notte senza parole, fiume di messaggi
che scorre senza infiltrare né sciacquare
una terra riarsa
che sempre attende.
Ma i lavavetri si sbracciano ridendo, fanno un inchino
schiumano minacciano
sputano e sorseggiano un’acqua fetida
liquame nero come limo del Nilo
che ti gettano in faccia
se non alzi il finestrino
piaccia o non piaccia
se no non mangiano.
Disperata la notte che ci attende
vicoli di plebe senza tribuni
la terra beve s’ingozza
di scoli putridi
terra onnivora,
lavavetri sghignazzano
dormono sui marciapiedi
pisciano sui cofani
di Biemmevu parcheggiate,
assonnati raccontano donne di paesi lontani
dove uomini strani
ascoltano poeti
salutano pittori
si gettano senza parole
sui loro amori
di un’altra notte.

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2 risposte a Notte di lavavetri

  1. mauri53 ha detto:

    spero non venga la notte che ci siano più lavavetri che cristalli
    un sorriso

  2. Andrea ha detto:

    Temo che il problema sia nel “senza tribuni”. Giusto, meglio sorridere. Grazie del commento.

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