“Il verde e il blu” al Premio Calvino


Ho inviato il romanzo al Premio Calvino, un tentativo che, da esordiente, molti consigliano. Anche un modo per ricevere un ulteriore parere ritenuto particolarmente qualificato e disinteressato. I libri editi da case editrici che non hanno distribuzione ( vedi ), oppure locale o minima sono considerati alla pari degli inediti, nel caso “Intrigo sulla Moskova” con il titolo riportato alle origini e qualche modifica, aveva i requisiti per partecipare. Riporto le note critiche del comitato di lettura.

PREMIO ITALO CALVINO – Edizione n. 25
Scheda dell’opera
Titolo Genere Nominativo
IL VERDE E IL BLU romanzo Andrea Masotti

Giudizio
Una narrazione complessa e frammentata, montata in un serrato succedersi di soggettive che progressivamente compongono un quadro di guerra e disperazione della Russia post-sovietica. I piani temporali si mischiano, sovrappongono e accavallano, perché così li deve montare e ricostruire, per motivi professionali, il commissario Gremov. Un piccolo fatto di cronaca, una collutazione davanti a un supermercato che ha come protagonisti una giovane donna (Svetlana) e uno sbandato (Victor), drogati entrambi, lei prostituta, viene interrotta violentemente da altri due individui. Victor muore per le percosse subite, Svetlana, secondo le ricostruzioni ufficili, e false, viene rapita da due pericolosi terroristi ceceni. Un uomo d’affari italiano colpito dalla bellezza della ragazza vede tutto e da testimone reticente diventa progressivamente complice della costruzione della non-verità. Ma intorno a questo fatto minimo si aprono altri scenari. La provincia russa pacifica nella quale le speranze di un villaggio (Klin) cioè la generazione più bella e più invidiata (perché cresciuta nella libertà?) si annega nell’alcool, finisce al fronte, o a vendere reliquie dell’armata Rossa ai turisti, si perde per le vie di Mosca e per sopravvivere si vende. E la Cecenia che non conosce tregue, devastata da una guerra che non risparmia nessuno. Ci sono brani che sanno sintetizzare in modo magistrale uno scenario umano irrecuperabile: “Dov’è il fratello di Usman, ucciso dai militari russi con un colpo alle testa perché portava la barba lunga come gli integralisti? (…) Dov’è il padre di Nabitullah ucciso dagli integralisti perché era senza barba e ritenuto spia dei russi? E Leila picchiata perché era senza velo? E Fatima stuprata perché lo portava?” Un brano che per contenuti e musicalità riecheggia Lee Master.
E un paesaggio altrettanto devastato e inemendabile, colto con poche pennellate disperanti: “Grozny, fotografia dell’apocalisse. Pareti domestiche frastagliate come scogli, la terra erosa e sparsa. L’odore della carne bruciata, della zuppa, i brandelli di abiti, le lamiere dei carri armati russi, le granate infisse come pistilli squarciati di fiori”.
Un paese nel quale i ragazzini si regalano cellulari rubati su cui hanno copiato il filmino della decapitazione di un ostaggio e uno stupro, ma anche una bottiglietta di gasolio trafugato, per venderlo, cuocerci il pesce o fabbricarci una molotov.
Un romanzo corale e dolente, con qualche limite (gli italiani dell’Holiday Inn e i riferimenti a Calabresi e al terrorismo nostrano sono le parti meno convincenti) e un certo qual disordine iniziale, quando il lettore rischia di perdersi nella sequenze sincopate di testimonianze e ricordi. Un romanzo però che sa mantenere uno stile quasi epico dalla prima all’ultima scena delineando un soggetto coraggioso e di vasto respiro. Un esordio molto promettente.
Il Comitato di Lettura

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2 risposte a “Il verde e il blu” al Premio Calvino

  1. luciasallustio ha detto:

    Andrea, te lo dicevo io: vai con il secondo romanzo! Congratulazioni, il giudizio è meritatissimo.

  2. Andrea ha detto:

    Grazie Luciana, hai provato anche tu l’impegno, le difficoltà che precedono e che seguono la stesura di un romanzo. Non è una vacanza! Punto primo: un buon progetto, indispensabile.

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