Dalle tenebre ( con note di Gianmario Lucini )


DALLE TENEBRE

Padre mio
so
che dalle aride tenebre senza occhi
non ti commuove la mia sorte
el Es el Fue y el Serà
vedi.
Moltitudini ipervariopinte
entrano escono
sotto archi soleggiati
e di ogni palpitare tragico
conosci l’inganno.
Fu un regista gitano
sotto un cielo troppo azzurro
ad architettare ogni storia
nella tavolozza di neve
e ad ogni comparsa che indugia incerta
tra masse vocianti
grida “partecipa” “corri”
o se stanco “esci,
il copione è libero”
ora un bambino o un vecchio
possono sentirsi uomo
ora chi ride forte
può dubitare.
Una clessidra inceppata
misura il tempo,
violini suonano.
Està tiempo
mucho tiempo mas.

La vita concepita come palcoscenico nella quale “Moltitudini ipervariopinte / entrano ed escono” ci dà una traccia interpretativa della poesia di Masotti, uno che vuol starsene in disparte, intimamente disgustato e frastornato dal complesso carosello della vita, di questa concezione che rende onnipotente l’uomo e lo illude di essere infinito, che la fine sia sempre degli altri (Està tiempo / mucho tiempo mas.”) e che pertanto ci si può permettere il lusso di sprecarlo, il tempo.

Anche nella seconda poesia, che pone l’attenzione allo svilimento dei valori femminili) troviamo la figura a margine, fuori dalla scena, in questo caso la donna (che simbolizza in sé i valori della vita pratica, della concretezza, della comunicazione, dell’eros vitale ), figura che l’uomo ha compresso in un ruolo marginale, succube, quasi una cosa, rifiutandola come portatrice di valori antropologici.

E’ desolatamente sola nello scempio ecologico del 1994 anche la terza figura, che si aggira per i pozzi petroliferi del Kuwait fatti saltare in occasione della guerra del Golfo (e ci pare opportuno questo richiamo, coi tempi che corrono). Ricordiamo ancora il bellissimo film-documentario di Herzog, strutturato sullo stile dell’Inferno dantesco – che ce lo facciano rivedere, invece delle cretinate che la RAI si è condannata a mostrarci in prima serata…

Tre quadri simbolici per descrivere tre aspetti dello smarrimento, della fatica di vivere in questo mondo truccato e ferreamente dominato dalla legge della forza, esattamente come all’epoca di Eva, la prima madre.
Gianmario Lucini

Precisazioni dell’autore

Lo scritto ” Dalle tenebre “, sicuramente piuttosto ermetico, è rivolto a mio padre prematuramente scomparso, anche se la figura è ambivalente e alle spalle può celarsi il Padre Celeste. Mio padre era stato diversi anni in Spagna e perciò compare la lingua spagnola. Le ultime parole che si rivolgono ad un tempo concreto, il tempo da vivere in questo mondo, lasciano intendere quanto quest’ultimo possa essere prezioso.

In tutte le tre poesie, in coda al pessimismo che certamente è un mio tratto fondamentale ho lasciato aperta la porta della speranza: in ” Eva la prima donna” è ella stessa col suo calore umano,con la sua affettività indistinta, con le sue mani aperte a tutte le razze, a chiudere i versi; ne ” Il deserto del Kuwait” le percezione o almeno il dubbio che le pietre parlino, che vivano, e che mani più sapienti di quelle umane ci aiutino a percorrere la nostra difficile strada.

Del resto ricordo proprio di uno scrittore di lingua spagnola, J L Borges, le bellissime parole nei ” Fragmentos da un evangelio apocrifo”: – Que la luz de una lampara se encienda aunque ningun hombre la vea. Dios la verà – Che la luce di una lampada si accenda anche se nessun uomo la vede. Dio la vedrà.

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2 risposte a Dalle tenebre ( con note di Gianmario Lucini )

  1. luciasallustio ha detto:

    Una poesia che adoro, profonda, tenera e sussurrata come una preghiera.

    • Andrea ha detto:

      Ti ringrazio, Luciana, per esserti soffermata su questa lettura e aver lasciato le tue impressioni che mi hanno fatto davvero piacere. Per alcuni anni ho seguito le poesie su “Poiein”, mi pare dopo aver partecipato con questo scritto, e non solo compaiono tra gli altri poeti di grande spessore, ma anche criteri insieme liberi e severi per la poesia contemporanea. Anche se generalmente rivolta al sociale più che ai temi personali.

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