Street of dreams di Manos Hatzidakis


Amorgos

Ondate di uccelli investano l’alberatura del limone
Col bianco costante soffio della nuova andatura
E VERRANNO ALLORA GLI ANGELI DEL VENTO corpi di cigno che se ne stavano immacolati teneri e immobili
Dentro i rulli compressori delle botteghe dentro i cicloni degli orti
Quando gli occhi delle donne si fecero di carbone e si spezzarono i cuori dei venditori di castagne
Quando si fermò la mietitura e cominciarono le speranze dei grilli.
…..
E NON RIDERE E NON PIANGERE E NON GIOIRE
Non stringerti invano le scarpe come se piantassi platani
Non trasformarti in PREDESTINATO
Poiché il prode ribelle non è un armadio serrato
Non è irrefrenabile pianto né sorriso di ninfea
Né flanella di piccione né mandolino di Sultano
Né serica veste per il capo della balena.
E’ una sega marinara che fa a pezzi i gabbiani
E’ un guanciale di carpentiere è un orologio di pitocco
E’ un fuoco in un campo gitano che beffa le mogli dei preti e culla i gigli
E’ un consuocero dei Turchi una sagra degli Australiani
E’ UN COVO DI PREDONI UNGARI
Dove d’autunno i nocciòli vanno ai loro segreti incontri
E vedono le sagge cicogne dipingere le proprie uova di nero
E lo piangono anche loro
Bruciano le loro camicie da notte e indossano la sottoveste dell’anitra
Spargono di stelle la terra che le calpestino i re
Con le loro collane d’argento la corona e la porpora
Spandono incenso nelle radure
Perché vi passino i topi e migrino in un’altra cantina
E penetrino in altre chiese a rodere i Sacri Altari
E anche le civette ragazzi miei
LE CIVETTE STREPITANO
E le monache defunte si levano a ballare
Con crotali timpani e violini con tibie e liuti
Con banderuole e turiboli con erbe magiche e pepli
Con le brache dell’ orsa nella valle gelata
Mangiano i funghi delle faine
Si giocano a testa e croce l’anello di San Giovanni e le monete dell’Uomo Nero
Beffano le streghe
Fanno la barba a un prete con lo yatagan di Kolokotrònis
Fanno il bagno nei vapori d’incenso
E infine lentamente litaniando rientrano nella terra e tacciono
Come tacciono le onde come tace il cuculo all’alba come la lanterna alla sera..

COSI’ IN UNA GIARA PROFONDA il grappolo appassisce e sul campanile ingiallisce il frutto di un fico
Così con una cravatta vistosa
Sulla volta della pergola l’estate respira.
COSI’ DORME SENZA UN VELO in mezzo ai candidi ciliegi un mio tenero amore
Una ragazzina che non può sfiorire come un ramo di mandorlo
Con il capo sul suo gomito piegato e col palmo sul suo gioiello
Sopra quel calduccio mattutino quando piano piano come il ladro
Dalla finestra della primavera entra la stella dell’alba a ridestarla !

Manos Hatzidakis / Μάνος Χατζιδάκις

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in testi di canzone d'autore. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...