“Immagina una piazza” di Anna Maria Fabiano


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Non c’è un inizio nella lunga deposizione-confessione della protagonista. Non c’è perché non esiste spiegazione, nessuna causa, non c’è logica in “un cosmo in cui stanno bene tutto e il contrario di tutto”. Di fronte al Giudice onnipresente, all’orecchio stupito del Lettore, lei, immobile, galleggiante nell’aria di una stanza rossa come un ventre, ripercorre i ricordi sparpagliati della propria discesa nel nulla. In fondo l’abbruttimento della droga non è una colpa altrui, e ho trovato la testimonianza indifferente se non ostile alla ricerca di motivazioni psicologiche: “Non c’è stato alcuno a rovinarmi.” “Non ci sono cause, ho voluto io.”
Eppure un barlume si accende, dalla sua voce muta, dalla bocca minata dalle carie, ed è una voce di rifiuto, fino al silenzio perché le parole stesse sono nemiche, sono condanna.
Tutte le convenzioni cadono, ruoli e generi, travolti il maschio che pure avrebbe voluto essere, e anche le femmine, la puzza e l’arroganza degli uni, il ciclo e la maternità delle altre, emerge il disgusto per la passione dei genitori, e come fanno?, e degli amanti. Sulle convenzioni si inciampa, emarginata in una solitudine che trova sfocio nella malattia, che si riscatta solo alla luce della bellezza. E’ la condanna a cercare “quella storia bella che mi regalava una gioia inspiegabile”, “la purezza del cuore e della mente in un’anima che aveva del sublime”, la voce decisa e dolce dell’amica fin troppo ragionevole e controllata, le sue mani da pianista, ma anche il profumo dei gelsomini, l’affresco dei colori della primavera, il volto perfetto della sorellina con gli immensi occhi nocciola. Quella bellezza che sfugge confina con l’albore insensato del mondo.
La sua esistenza invece, macerata, cariata, muta, viene riconsegnata a un angelo senza sesso, che la porterà sopra i giudici, schiodata da una croce di umanità sconfitta per approdare a un soffitto, un cielo terreno separato dall’altro irraggiungibile. Durante questo volo per la libertà, a grumi, fuoriescono i segreti, una lettera a un’amica finita sotto l’interesse occhiuto di altri, l’amore-odio per i genitori, la simpatia per gli uomini anziani con la loro dolcezza disinteressata, un ruolo indefinito, la nausea per la generosità degli ipocriti, l’impossibilità di cambiare, di reggere i compromessi, fino al disprezzo di sé. Poi il ristoro breve della vicinanza, le figure care, momenti effimeri fino alla prossima caduta, fino al prossimo precipitare nel baratro. Questa la trama, lo stile scelto è un flusso di coscienza che nella stessa misura genera potenza di scrittura e difficoltà a orientarsi, ricco di poesia ma anche a tratti di forme retoriche un po’ sovrabbondanti, di riferimenti colti eppure calato in pieno nel nostro tempo. Un romanzo coraggioso e originale, a me è piaciuto molto.

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19 risposte a “Immagina una piazza” di Anna Maria Fabiano

  1. Anna Maria Fabiano ha detto:

    Grazie per la splendida angolatura da cui viene visto il mio romanzo, Andrea.

    • Andrea ha detto:

      Leggerti è stato una sorpresa. E mi sorprendo spesso quando noto che alcuni autori non sono conosciuti quanto meritano. Una scrittura la tua che lascia il segno, un romanzo da non perdere.

  2. Susanna Raule ha detto:

    Concordo con la tua analisi. Bellissimo libro. Molto umano, ma per niente “tenero”.

  3. Enza ha detto:

    Già questo romanzo mi intrigava molto, ora che ho letto questa recensione credo che la mia voglia di leggerlo è aumentata anche di più. Purtroppo fin’ora ho letto solo qualche pagina ma sono bastate per catturare la mia curiosità. Come del resto è successso anche per l’altro libro che ho letto, sempre di questa scrittrice, “Avevo i capelli biondi”.

    • Anna Maria Fabiano ha detto:

      Beh, le recensioni hanno questo scopo, oltre a quello di svelare a un autore un punto di vista fra i tanti… Andrea sa che il suo mi ha toccato particolarmente, forse non sa ancora quanto. Cara Enza, a breve spero di scrivere io una recensione sul romanzo di Andrea che sto leggendo, e poi così… avrai altro materiale. Che perfida prof che sono, vero?

  4. silvia longo ha detto:

    complimenti, Andrea, per la recensione. e anche Susanna fa centro. un abbraccio di affetto e stima all’autrice.
    silvia

  5. Andrea ha detto:

    Susanna, Enza e Silvia: grazie per la vostra attenzione.

  6. Laura ha detto:

    Splendida recensione, perfetta analisi di un romanzo che tormenta, appassiona e commuove e di sicuro non può lasciare indifferenti. Andrea Masotti ci restituisce con essenziali e sapienti pennellate la figura della ciarlatana così come l’Autrice l’ha concepita e amata. Complimenti a entrambi.

  7. Licia Bicchielli ha detto:

    E’ un’analisi puntuale, di una precisione millimetrica. Che dire… Andrea Masotti sa esprimere in modo assai forbito quelle sensazioni che modestamente, avevo colto pure io.

  8. Ida Cerisano ha detto:

    Una splendida analisi. Mi complimento con chi l’ha scritta perchè è riuscito a rispecchiare esattamente il mio pensiero. Ad Anna invece il mio complimento per riuscire a unire i sentimenti di molti

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