Sguardo sulla città


SGUARDO SULLA CITTA’ (Primavera a Madrid)

Strade d’argento
lambisce il sole con occhiate sinistre
ritorno ai passi d’un bambino sulle scale
per guardare là sotto una città pulsante
che attira narrante avvincente
gli occhi lo illudono lo immergono
in canali fiumi
ondosi di persone

e poi si trova incerto
gli occhi su altri asfalti bruniti ammantellati
di corpi sfilacciati
dove un sole stempera beffardo
dove scale portano a un piano divelto
dove il narratore è lingua amputata
dove ascoltare è parlata sconosciuta
perché gli dei hanno imbrogliato
come al Big Bang dell’origine
serpenti piumati
bevono sangue nelle ricorrenze
anche tu bambino l’hai voluto
inerpicandoti su alberi del male – male soltanto –
hai brandito un vessillo che t’affascina
modernizzato in catena di montaggio
poter decidere ciò che non è tuo
alberi nido
di teologi e politici dai cuori pelosi
che errori e pene hanno cresciuto all’odio
i cui frutti sono tensioni di popoli
lustrati come diritto
ad uccidere per la forma di un cappello

ritorno allora ritorno
vecchio che brancola e farfuglia
avido nel buio
a cercare il sole beffardo
a cercare la corsa di un bambino
per guardarlo ridere
per rubargli dal cuore la speranza
per amare la vita
vita di altri
quanto alcuni amano la morte.

da Sotto un cielo troppo azzurro

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