“Risacche di storie” di Simona Scravaglieri. Recensione a “Preferisco il rumore del mare”.


venerdì 17 luglio 2015

“Preferisco il rumore del mare”, Giovanna Astori e Andrea Masotti – Risacche di storie….

Vi avevo accennato di questo libro qualche settimana fa e sostanzialmente a distanza di tempo sono comunque contenta di averlo letto. Ci sono due storie una per protagonista dell’introduzione iniziale. Un ragazzo e una ragazza, che stanno facendo ritorno a casa al Sud d’Italia, non si conoscono e si studiano senza rivolgersi nemmeno una parola.
Da una parte c’è Beatrice, figlia di una famiglia borghese cui non è mancato nulla di materiale ma cerca di colmare il vuoto affettivo che l’ha sempre circondata. Dall’altra parte c’è invece Luca, figlio di una famiglia di umili origini che, nonostante la separazione dei genitori ha sempre avuto dei punti di riferimento fissi, a volte troppo fissi, tant’è che non si è nemmeno permesso di sognare. È come se sin da piccolo avesse imparato qual è il suo posto e gli fosse persino impedito di pensare diversamente.

In sostanza l’incontro silente non è solo il momento per entrare nei pensieri di questi due giovani che si squadrano di soppiatto ma anche, e questo è l’oggetto dei racconti, per ripercorrere, la vita e le scelte che li hanno condotti a questo incontro. E dopo… e dopo quando ve lo siete letto, saprete come va a finire. Di certo, e questo ve lo dico poco volentieri, vi sembrerà di aver capito dove vanno a parare gli autori e non sarà così! questo perché l’astuzia dello scrittore, anzi scrittori saprà ben distrarvi e quindi ad un certo punto vi troverete spiazzati, nonostante gli indizi ci siano e siano passati inosservati sotto il naso.

Di certo c’è che è una delle poche volte in cui la struttura della raccolta di racconti che parte da un momento comune ha una struttura armonica. Questo perché i personaggi sono, con le loro storie che ne rivelano carattere e personalità, perfettamente coerenti con quelli che ci ritroviamo a osservare all’inizio. E questa è cosa non da poco perchè significa che il feeling creativo è tale che una storia non sovrasta l’altra e contemporaneamente rimane credibile e rende credibile anche quella opposta. Non è facile perché personalità affini nel modo di scrivere non si trovano quasi mai e, così, spesso le raccolte sono sbilanciate a favore di questo o quel racconto. mentre in questo caso, se pure si individuano le due penne differenti che scrivono, lo scorrere delle pagine e il loro ritmo è identico allo sciabordio del mare nei momenti di calma.

In più le storie sono costruite bene, non hanno bisogno di lunghi antefatti, ma vengono raccontati i momenti cardine. Come detto nell’anteprima, Masotti è la prima volta che lo leggo, ma so per certo che gli inizi di Giovanna Astori sono stati caratterizzati dalla stesura di parecchi racconti, genere che sa gestire perfettamente e si vede. Come diceva Paolo Cognetti a Più libri più liberi 2014, in un dialogo con Raimo, Il racconto ha le sue regole e deve strutturarsi come fosse un vero romanzo nello spazio di un racconto.

Così Beatrice nasce in una famiglia che si disgrega per la depressione della madre prima e per i guai del padre. La sua vita è comunque serena ma sterile, la madre la chiama con appellativi che lei sente essere effimeri e di forma, il padre ha perso quello sguardo vivo e innamorato per la sua piccola. Beatrice studia all’università, sognando di cambiare il mondo, ma non sempre i cambiamenti ci piacciono.

Fa eco la storia di Masotti, con un Luca che vede il disgregarsi della famiglia. I genitori convivono ma come separati a casa, ci vorrebbero troppi soldi per andarsene e troppo perdono per tornare indietro. Così fa il testimone fin da piccolo. E’ lui che porta i messaggi, che dice all’uno come sta l’altra e viceversa. In un paese come quello in cui vive, le differenze fra le classi sociali si vedono tutte eppure anche lui riesce ad andare all’università, ma la scelta sarà stata quella giusta? E’ giusto scegliere per praticità oppure sarebbe stato meglio intraprendere un’altra strada?

Questa raccolta ha un unico neo. Nonostante sia scritta bene, in alcuni punti la poeticità della situazione prende forse troppo la mano agli scrittori che, secondo il mio personale punto di vista, dovrebbero sfrondare un po’. Non è un qualcosa di ingombrante, ma è quel quid che garantirebbe un buon passaggio di livello. In questo caso, siamo di fronte ad un autopubblicato di scrittori che sono già passati per le pubblicazioni tradizionali, è difficile pensare che una storia così ben architettata non abbia trovato l’editore che la volesse in catalogo ma succede. E sicuramente è uno dei pochi autopubblicati che mi sento di consigliare ai lettori. Come detto ad uno degli autori, un leggero editing sul testo andrebbe rifatto per alleggerire qualche passaggio ancora un po’ appesantito dalla retorica, ma non è eccessivamente ingombrante.

E’ comunque un libro consigliatissimo,
buone letture,
Simona Scravaglieri
bloglovin.com

Giovanna Astori e Andrea Masotti
Amazon Eu Media, ed. 2014
Prezzo 0,99€

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